In macchina, come al solito senza radio, non riesco ad ascoltare musica mentre guido, ma canto, quasi sempre le stesse canzoni, quando lo faccio seriamente, le hit del momento se sono soprappensiero. Seriamente significa i grandi cantanti italiani e a volte gli stranieri di sempre e canzoni di cui non ricordo le parole, allora penso la musica e canto a mente…come leggere con la mente. Alla mattina, mentre vado al lavoro…i soliti sconosciuti e straniti incontri, sguardi. Qualche minuto prima o dopo e cambia il paesaggio umano alle fermate del autobus, che come un rosario sgranano i chilometri mancanti, piccole stazioni di passaggio. E io mi fermerei – mi scusi potrei intervistarla? Voglio sapere tutto di lei, voglio sapere perchè la vedo tutte le mattine e non la conosco… e anche lei…e lei. Mi piacerebbe sapere cosa mangia a colazione…solo caffè? E poi arrivato a al barettino quotidiano- Buongiorno … il solito?
Sembra strano anche a me, sto solo passando di qui in macchina e vi guardo tutte le mattine, e passano giorni uguali, e le stagioni con gli abiti e gli ombrelli per la pioggia, il golfino che poi appoggerà sulle spalle, quando l’ora mattutina cederà al tepore del pomeriggio.
Io non so niente, ma quella volta ha dimenticato il cellulare, e avrebbe dovuto chiamare l’assicuratore…lei invece signora, quel giorno a lasciato i cracker e la mela a casa, che disdetta…
lo so, il lettore mp3 nuovo che ti farà passare l’attesa…
Passo di qui tutte le mattine…a quest’ora minuto più, minuto meno, e vi guardo dal finestrino, tutte le mattine. Scusate se qualche volta cantando vi ignoro…in fondo non ci conosciamo nemmeno.