Io non racconto mai la mia storia…metto qui e là delle indicazioni, dei segnali, qualche commento…
me la cavo con i puntini di sospensione. Quello che racconto a piccoli frammenti sono puntini di sospensione, non c’è un filo conduttore, a volte ho pensato di non avere una storia e tutti questi giorni uguali, siano un unico grande giorno. Oppure questi punti sono la condizione di una vita sospesa, che non si risolve…quale inizio potrei fissare o quale finale, quello biologico. Punto.
Allora potrei essere il racconto di una piccola menzogna o di un sogno. Molte volte si scambiano le menzogne che ci si racconta per sogni, forzatamente si vuol fare indossare alla realtà la veste dei propri sogni, o delle proprie menzogne. E poi piangere: destino avverso, la natura crudele, l’amor tradito. Giornata si e giornata no…come se un qualsiasi fatterello quotidiano potesse far cadere o far brillare una giornata, avrei una mente stolta a pensare di essere appeso emotivamente ad un filo così sottile, esposto ai venticelli…mentre sotto di me c’è il fiume in piena della mia esistenza che non voglio guardare, immaginando che il mio umore sia in balia delle brezze.
Ho guardato quelle acque agitate? Ho paura dell’acqua che scorre veloce, dei fiumi in piena…passo sui ponti rabbrividendo. Potrebbe essere uno scorrere tranquillo…ho voluto crederlo, non è così! è una menzogna che continuo a raccontare, una menzogna che giustifica il mio splendido isolamento…la doppia linea di ario. La forza dell’acqua e la sospensione dell’aria.
Dopo un domani di sogni: il tempo che passa, i ricordi, sempre gli stessi oramai: chi non ama, non soffre non vive non costruisce ricordi, ha un’agenda dove segna i fatterelli: giornata si giornata no. La mia da un po’ di anni ha un solo giorno.